Salta al contenuto principale

L'elenco:

Medicamenti

Quando si usano i medicamenti nelle MICI e quali? Come agiscono e quali effetti collaterali devono essere messi in conto? In quali forme farmaceutiche sono disponibili i preparati? A cosa bisogna prestare attenzione nel loro utilizzo?

Le risposte a queste domande le trovi su questa pagina. Ma innanzitutto capiamo il significato e lo scopo dei medicamenti e quindi gli obiettivi del trattamento farmaceutico nelle MICI.

A proposito: il trattamento delle fistole è spiegato qui.

Perché medicamenti per la cura delle MICI?

La erapia farmacologica t è la base del trattamento medico per la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. La scelta dei medicamenti idonei dipende dalla fase e dalla gravita della malattia. Per il loro impiego vale la regola: prima inizi, meglio è. Perché i medicamenti devono

  • alleviare i sintomi acuti e i disturbi (terapia della fase di riacutizzazione),
  • arginare l'attività infiammatoria dell'intestino,
  • ottenere la guarigione della mucosa intestinale il più possibile senza corticosteroidi,
  • procurare le fasi senza disturbi (remissioni) e ridurre il numero delle riacutizzazioni (terapia di mantenimento e/o a lungo termine),
  • migliorare la qualità della vita e preservare l'aspettativa di vita,
  • arrestare il processo di danneggiamento dell'intestino, evitare le complicazioni, o perlomeno ritardarle, e infine prevenire il rischio aumentato di cancro intestinale.

Quali medicamenti sono a disposizione?

Quali medicamenti utilizzare di volta in volta dipende dalla gravità e dalla fase della malattia in cui ti trovi.

Nelle MICI il sistema immunitario ha una reazione eccessiva e provoca un'infiammazione nell'intestino. I soliti medicamenti contro disturbi acuti, quali diarrea, stipsi o dolore, non combattono l'infiammazione. A questo scopo sono disponibili sostanze in diversi gruppi di medicamenti che hanno un'efficacia antinfiammatoria oppure sopprimono il sistema immunitario.

Se l'infiammazione si risolve, la mucosa intestinale danneggiata può guarire e i disturbi diminuiscono. In medicina ciò viene definito remissione clinica. Se l'endoscopia intestinale mostra inoltre una guarigione della mucosa (guarigione mucosale), il medico parla in questo caso di remissione endoscopica.

Ottenere rapidamente un'assenza di sintomi prolungata nel tempo con la qualità di vita migliore possibile è l'obiettivo principale della terapia delle MICI; l'obiettivo prioritario della terapia convenzionale con aminosalicilati e preparati a base di cortisone. Nella terapia immunosoppressiva, con immunosoppressori e moderni medicamenti biologici è possibile puntare a una completa rimozione dell'infiammazione e a una remissione senza corticosteroidi (mantenimento della remissione senza assunzione di corticosteroidi).

Per la terapia delle MICI sono a disposizione i seguenti gruppi di medicamenti:

  • aminosalicilati (preparati 5-ASA)
  • corticosteroidi (steroidi cioè “cortisone”)
  • Immunosoppressori
  • Medicamenti biologici

Aminosalicilati

Gli aminosalicilati vengono prescritti in caso di riacutizzazioni più leggere e nella fase senza disturbi per il mantenimento della remissione (terapia a lungo termine). Questi medicamenti vengono impiegati perlopiù in pazienti con colite ulcerosa da lieve a moderata. Nella malattia di Crohn sembrano essere meno efficaci e vengono utilizzati per il trattamento delle forme più lievi a carico dell'ultimo tratto dell'intestino tenue (ileo) e del colon. Per gli aminosalicilati esistono diverse indicazioni di studi che affermano che nella colite ulcerosa possono abbassare il rischio di cancro all'intestino.

Gli aminosalicilati sono anche denominati mesalazina o preparati 5-ASA. Assomigliano nella loro struttura all'acido acetilsalicilico (impiegato come aspirina per il trattamento delle cefalee) e sopprimono la produzione di sostanze messaggere che favoriscono l'infiammazione nell'organismo. Anche la sulfasalazina appartiene ai preparati 5-ASA, ma viene trasferita nell'organismo solo nel principio attivo. I preparati 5-ASA sono disponibili in diverse forme farmaceutiche: orale (compresse, granulato) e topica/rettale (clismi/schiume, supposte).

Corticosteroidi

I corticosteroidi sono sostanze altamente efficaci, utilizzate per un periodo limitato, soprattutto in caso di riacutizzazioni da medio-gravi a gravi di una MICI. Sopprimono inoltre con rapida efficacia la produzione di sostanze messaggere che favoriscono l'infiammazione. Per la terapia a lungo termine non sono adatti a causa del pericolo di gravi effetti collaterali. Per tutte le terapie farmacologiche vale lo stesso principio: l'avvio e la sospensione devono sempre essere concordati con il medico.

Steroidi, corticosteroidi, glucocorticoidi o semplicemente “cortisone” - esistono molte denominazioni che significano tutte la stessa cosa: un gruppo di medicamenti che riproducono un ormone prodotto dall'organismo, il cortisolo. Questo ormone è prodotto dalle ghiandole surrenali e ha molteplici effetti, tra cui l'inibizione di reazioni allergiche e infiammatorie. I corticosteroidi possono sviluppare la loro efficacia nel giro di poche ore.

Quali preparati a base di corticosteroidi vengono utilizzati per la terapia delle MICI?

Tra i preparati a base di corticosteroidi si deve distinguere tra steroidi convenzionali con efficacia sistemica su tutto l'organismo e steroidi topici che hanno efficacia solo in una zona. Con l'impiego sistemico a lungo termine di corticosteroidi aumenta anche l'elevato pericolo di effetti collaterali sull'intero organismo e la sospensione richiede cautela. Pertanto, sono stati sviluppati altri steroidi con efficacia solo locale sull'intestino, cioè gli steroidi topici. Grazie alla rapidità della loro efficacia, i corticosteroidi sono spesso utilizzati in combinazione con altri medicamenti.

Steroidi convenzionali

Gli steroidi convenzionali sono utilizzati principalmente durante le riacutizzazioni delle MICI. Già entro i primi giorni dall'inizio della terapia si ottiene un miglioramento dei disturbi. Le compresse di corticosteroidi vengono assorbite rapidamente dopo la loro assunzione e quasi completamente nel tratto gastrointestinale. In questo modo sviluppano la loro efficacia molto velocemente in tutto l'organismo e possono anche alleviare i disturbi delle MICI che si manifestano al di fuori dell'intestino, come infiammazioni agli occhi, della cute o delle articolazioni. I medicamenti prescritti più di frequente sono prednisone e prednisolone.

Steroidi topici

Gli steroidi topici vengono prescritti principalmente per la colite ulcerosa e per la malattia di Crohn nell'ileo e nella parte superiore dell'intestino crasso.

I preparati a base di corticosteroidi sono principalmente efficaci sulla mucosa intestinale dell'intestino crasso e sono rapidamente metabolizzati nel fegato (effetto first-pass). Provocano quindi chiaramente meno effetti collaterali rispetto agli steroidi convenzionali e, in caso di necessità, possono essere utilizzati per un periodo di tempo più lungo, di massimo 6 mesi.

Il principio attivo più frequentemente utilizzato è il budesonide, disponibile in forma di compresse, clisteri o schiuma rettale. Con le compresse tradizionali di budesonide, il rilascio del principio attivo avviene principalmente nel passaggio tra l'intestino tenue e il crasso e l'efficacia rimane limitata a livello locale.

I corticosteroidi e i loro effetti collaterali

I corticosteroidi sono oggi noti e temuti da un ampio pubblico per i loro effetti collaterali. Quasi ogni paziente affetto da MICI conosce gli effetti collaterali dei potenti preparati a base di corticosteroidi, in particolare nella terapia con steroidi convenzionali. Ciò nonostante, i corticosteroidi sono una componente importante di molte terapie.

L'elenco dei possibili effetti collaterali associati all'impiego prolungato di corticosterodi comprende tra le varie opzioni:

  • Effetti sul metabolismo: diabete, aumento dei lipidi nel sangue, aumento di peso, “viso a luna piena”, disfunzioni elettrolitiche;
  • Psiche: spesso euforia e insonnia all'inizio della terapia; in caso di terapia prolungata stanchezza, spossatezza, scarso rendimento e depressione;
  • Cute: forte acne, aumento della sensibilità, aumento della crescita di peli, disturbi di guarigione delle ferite;
  • Occhi: glaucoma e cataratta;
  • Circolazione: ipertensione, edemi;
  • Stomaco: disturbi gastrici;
  • Metabolismo osseo: osteoporosi;
  • Atrofia muscolare;
  • Equilibrio ormonale: soppressione della funzione della corteccia surrenale, ritardo nella crescita dei bambini.

Come si sospende la terapia con steroidi?

L'“inondazione” terapeutica dell'organismo con corticosteroidi provoca un'interruzione della produzione di questi importanti ormoni da parte dell'organismo, che in caso di necessità avviene nella corteccia surrenale. Una sospensione improvvisa dei corticosterodi provoca sintomi di astinenza in quanto serve un po' di tempo prima che la produzione di ormoni da parte della corteccia surrenale ritorni a pieno regime. Pertanto, la sospensione di una terapia a base di corticosteroidi deve sempre avvenire sotto controllo medico.

L'astinenza da steroidi può manifestarsi sotto forma di perdita di peso, debolezza, nausea, letargia, dolori articolari, febbre, bassa pressione sanguigna e confusione. Anche il pericolo di recidive, un nuovo divampare della malattia, è aumentato. I corticosteoridi devono quindi sempre essere sospesi gradualmente alla fine del periodo di terapia.

In alcuni pazienti, già all'inizio della fase di sospensione ricompaiono i disturbi associati alla malattia. In questi casi è probabilmente necessario riportare i sintomi sotto controllo con immunosoppressori, prima di sospendere completamente i corticosteroidi.

Vitamina D e calcio: importanti compagni della terapia cortisonica

A causa del pericolo di osteoporosi, durante un trattamento prolungato a base di corticosteroidi il medico dovrebbe controllare periodicamente i valori ossei ed ematici. Per la prevenzione dell'osteoporosi si consiglia l'assunzione di vitamina D e calcio durante la terapia con corticosteroidi in base al consiglio del medico.

I corticosteroidi e i loro limiti

I preparati a base di corticosteroidi sono sì potenti medicamenti, ma non sempre sono efficaci oppure, in alcuni pazienti, perdono nel tempo la loro efficacia. Un paziente su cinque affetto da malattia di Crohn, nonostante una terapia di più settimane con steroidi ad alto dosaggio, non riesce a liberarsi dai disturbi ed è pertanto considerato refrattario agli steroidi. Un fenomeno frequente è anche la dipendenza da steroidi, a causa della quale non si riesce a ridurre la dose di corticosteroidi senza che ricompaiano i sintomi.

Non c'è motivo di perdersi d'animo: quando il trattamento con corticosteroidi raggiunge i suoi limiti o non è tollerato, la terapia immunosoppressiva può essere di aiuto.

Immunosoppressori

Gli immunosoppressori sono medicamenti che possono essere impiegati in caso di decorso grave di una MICI e/o in caso di insuccesso o di intolleranza alle terapie tradizionali. Questi medicamenti riducono e/o sopprimono in modo aspecifico le difese dell'organismo, riducendo così anche il focolaio di infiammazione nell'intestino. A volte l'infiammazione viene eliminata completamente, senza tuttavia comportare una vera e propria guarigione.

Nel trattamento con immunosoppressori è richiesta pazienza: poiché l'efficacia è ritardata nel tempo, i medicamenti devono inizialmente essere assunti per alcune settimane prima di vedere un risultato.

Le tiopurine azatioprina/6-mercaptopurina (AZA/6-MP) sono gli immunosuppressori più frequentemente utilizzati nel trattamento a lungo termine delle MICI. Vengono principalmente utilizzati per il mantenimento della fase senza disturbi (remissione) oppure se nell'arco di 6 mesi continuano a ripetersi riacutizzazioni di una MICI cronicamente attiva.

L'effetto del trattamento diventa clinicamente visibile da circa 2 a 6 mesi dopo. La terapia AZA/6-MP viene quindi giudicata inefficace solo quando dopo 6-7 mesi di trattamento a un dosaggio sufficiente non si evidenzia alcuna efficacia di rilievo. In questo caso non è spesso possibile sospendere completamente il preparato a base di corticosteroidi usato per la terapia della fase di riacutizzazione.

La terapia con AZA o 6-MP richiede quindi inizialmente molta pazienza e una spiegazione precisa da parte del medico curante.

Le tiopurine inibiscono la moltiplicazione e quindi anche la differenziazione di determinate cellule immunitarie e sopprimono in questo modo il processo infiammatorio cronico. Le due sostanze AZA e 6-MP sono molto simili in relazione alla loro efficacia, mentre per quanto riguarda la tollerabilità sussistono differenze individuali.

Nelle prime settimane di trattamento e indipendentemente dal dosaggio, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità. Tra queste: infiammazione del pancreas (pancreatite), febbre, reazioni cutanee, dolori muscolari, nausea, vomito e diarrea.

Gli effetti collaterali tossici dipendono dal dosaggio e possono manifestarsi dopo settimane o anni dall'inizio del trattamento. Tra questi: diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia), infezioni e danni al fegato (epatite).

Per prevenire gli effetti collaterali o per riconoscerli tempestivamente, prima dell'inizio del trattamento è importante eseguire un esame del quadro ematologico e dei valori relativi a fegato e pancreas. Durante la terapia, il quadro ematico e i valori epatici devono essere inizialmente controllati ogni due settimane, in seguito ogni 3 mesi.

Gli immunosoppressori meno utilizzati sono

  • Metotrexato (MTX) e
  • Antagonisti della calcineurina: (ciclosporina e tacrolimus)

Metotrexato (MTX)

Il citostatico metotrexato viene utilizzato soprattutto per la chemioterapia in caso di cancro e, in dosi molto minori, come terapia di base per malattie reumatiche. Nelle MICI l'impiego del MTX è limitato ai pazienti che non rispondono a un trattamento con AZA/6-MP o non lo tollerano. L'efficacia antinfiammatoria del MTX inizia circa da 1 a 3 mesi dopo l'inizio della terapia e si basa su un intervento nel metabolismo dell'acido folico. Pertanto, durante una terapia con MTX è importante l'assunzione concomitante di acido folico.

MTX è disponibile sotto forma di compresse o di iniezione sottocutanea (s.c.). L'iniezione sottocutanea consente un migliore assorbimento del principio attivo rispetto all'assunzione orale attraverso l'apparato gastrointestinale.

Tra i possibili effetti collaterali di una terapia con MTX sono: nausea, aumento dei valori epatici, sintomi simil-influenzali, dolori addominali, dolori articolari, cefalea, stanchezza, eruzioni cutanee. Poiché il metotrexato può provocare danni al feto, non deve essere assunto durante la gravidanza.

A causa del pericolo di effetti collaterali, durante la terapia con MTX si richiedono controlli periodici dei valori ematici, epatici e renali. L'assunzione di acido folico (5 mg a settimana) può ridurre gli effetti collaterali. MTX deve essere sospeso almeno 3 mesi prima della pianificazione di una gravidanza.

Antagonisti della calcineurina

Degli antagonisti della calcineurina fanno parte i principi attivi ciclosporina A e tacrolimus. La loro efficacia immunosoppressiva si basa sul fatto che essi bloccano l'attivazione dei linfociti T. Entrambi questi medicamenti non sono omologati in Svizzera per le MICI in quanto l'esperienza con entrambe le sostanze in questa applicazione è scarsa, in particolare per il tacrolimus. L'impiego di questi medicamenti dovrebbe quindi essere riservato a medici esperti.

La ciclosporina A viene utilizzata soprattutto dal pazienti con grave colite ulcerosa, che non rispondono ad alcuna altra terapia. In alcuni casi, grazie a una corretta terapia con ciclosporina A è possibile ritardare o evitare la necessità di una rimozione del colon. La somministrazione di ciclosporina A avviene perlopiù in ospedale, sotto forma di infusione, ma può anche essere assunta sotto forma di capsula o bevanda per un periodo da 3 a 6 mesi.

Effetti collaterali che può provocare la ciclosporina: nausea, cefalea, disturbi della sensibilità alle mani e ai piedi, aumento della crescita di peli nella zona del viso, ridotta funzionalità renale, aumento della pressione sanguigna.

Il tacrolimus è analogo alla ciclosporina A per quanto riguarda il meccanismo di efficacia e gli effetti collaterali. Viene impiegato per gravi forme di malattia di Crohn e colite ulcerosa. Il ricovero in ospedale (ospedalizzazione) non è obbligatorio. Il tacrolimus può ossere assunto per via orale sotto forma di capsula. La somministrazione avviene principalmente in aggiunta ad azatioprina e prednisolone.

Medicamenti biologici

I medicamenti biologici sono moderni medicamenti impiegati nelle MICI quando i medicamenti convenzionali (aminosalicilati, preparati a base di cortisone, tiopurine) non danno il risultato desiderato o non sono tollerati. Si tratta di proteine prodotte con ingegneria genetica (i cosiddetti anticorpi monoclonali) che si rifanno agli anticorpi prodotti dall'organismo. Hanno un'efficacia variatamente immunosoppressiva e antiinfiammatoria. I medicamenti biologici possono portare efficacemente alla riduzione dell'infiammazione della mucosa intestinale, consentendo così al paziente di avere lunghe fasi di vita senza disturbi.

Medicamenti biologici disponibili per le MICI:

  • antagonisti dell'integrina (vedolizumab)
  • antagonisti del TNF-alfa
  • antagonisti verso l'interleuchina 12/23 (solo nella malattia di Crohn)

Antagonisti dell'integrina (vedolizumab):

L'antagonista dell'integrina vedolizumab appartiene alla nuova generazione di medicamenti biologici, omologato per pazienti affetti da malattia di Crohn e colite ulcerosa di grado da medio a elevato. L'inibitore dell'integrina viene impiegato quanto i medicamenti convenzionali o l'antagonista del TNF-alfa non sono più efficaci o non sono tollerati. Vedolizumab si differenzia dagli antagonisti del TNF-alfa per il suo meccanismo di efficacia specifico rivolto all'intestino.

Le integrine sono proteine che, in qualità di “supporti di aggancio” (molecole di adesione) consentono un collegamento tra due cellule. L'integrina α4β7 si trova sulla superficie di un sottogruppo di speciali cellule difensive (linfociti Memory-T), che preferibilmente migrano nel tratto gastrointestinale e qui partecipano alla caratteristica infiammazione della malattia di Crohn e della colite ulcerosa.

Vedolizumab è un anticorpo monoclonale anti-integrina che si lega specificamente all'integrina α4β7. Con il blocco di questi legami, la penetrazione delle cellule immunitarie dalla circolazione al tessuto intestinale viene impedita e l'infiammazione contrastata. Vedolizumab viene somministrato come infusione in una vena del braccio, sotto controllo medico. L'infusione dura 30 minuti. In seguito il paziente viene osservato ancora un po' per accertarsi che il trattamento sia ben tollerato: dopo le prime due infusioni per 2 ore e dopo le ulteriori infusioni per 1 ora.

Antagonisti del TNF-alfa:

Gli antagonisti del TNF-alfa appartengono ai medicamenti biologici originari e vengono impiegati nella colite ulcerosa e nella malattia di Crohn, così come in gravi malattie autoimmuni quando le terapie standard non hanno più efficacia sufficiente o non sono tollerate.

Il fattore di necrosi tumorale-α (TNF-alfa) è una proteina del sistema immunitario umano che favorisce le infiammazioni ed è presente in tutto l'organismo. La sua concentrazione nei pazienti affetti da MICI è spesso aumentata. Gli antagonisti del TNF-alfa si legano e neutralizzano questa proteina in modo non localizzato, per cui vengono inibiti i processi infiammatori non solo nell'intestino, ma nell'intero organismo.

Per il trattamento delle MICI sono disponibili diversi principi attivi facenti parte di questa classe di sostanze:

  • adalimumab
  • infliximab
  • certolizumab Pegol (solo nella malattia di Crohn)
  • golimumab (solo nella colite ulcerosa)

Adalimumab:
L'antagonista del TNF-alfa adalimumab viene tra le altre cose impiegato per la terapia di pazienti affetti da malattia di Crohn e colite ulcerosa attive di grado da medio a elevato, quando le terapie farmacologiche convenzionali non hanno più efficacia o non sono tollerate. Il medicamento biologico viene iniettato dal paziente stesso tramite una siringa pronta all'uso all'uso o un autoiniettore preriempito per via sottocutanea (s.c.).

Infliximab:
L'antagonista del TNF-alfa infliximab può essere tra le altre cose impiegato per il trattamento di pazienti affetti da malattia di Crohn e colite ulcerosa attive di grado da medio a elevato. Il medicamento biologico antinfiammatorio viene iniettato in vena tramite infusione (endovenosa). La durata dell'infusione è di circa 2 ore, poi, per motivi di sicurezza, il paziente viene tenuto sotto controllo per ulteriori 1-2 ore.

Certolizumab Pegol:
L'antagonista del TNF-alfa certolizumab pegol è omologato nelle MICI solo per il trattamento di pazienti affetti da malattia di Crohn attiva di grado elevato. Il medicamento biologico antinfiammatorio viene iniettato dal paziente stesso tramite una siringa pronta all'uso per via sottocutanea (s.c.).

Golimumab:
L'antagonista del TNF-alfa golimumab è omologato nell'ambito delle MICI solo per il trattamento di pazienti affetti da colite ulcerosa attiva di grado da medio a elevato.Il medicamento biologico antinfiammatorio viene iniettato dal paziente stesso tramite una siringa pronta all'uso oder als autoiniettore preriempito per via sottocutanea (s.c.).

Antagonisti dell'interleuchina 12/23
Gli antagonisti dell'interleuchina inibiscono gli effetti di singole sostanze messaggere infiammatorie appartenenti al gruppo delle interleuchine (IL). Il principio attivo omologato in Svizzera è ustekinumab. Nei pazienti con malattia di Crohn, le concentrazioni di IL-12 e IL-23 nell'intestino e nei linfonodi sono aumentate, probabilmente in reazione ai batteri che penetrano la mucosa intestinale. Bloccando le interleuchine, coinvolte in più modi nell'espansione dell'infiammazione, si dovrebbe ridurre tale processo infiammatorio. Gli antagonisti dell'interleuchina 12/23 agiscono, come gli antagonisti del TNF-alfa, a livello sistemico e cioè non solo nell'intestino ma nell'intero organismo.

A cosa bisogna prestare attenzione nel tipo di terapia con medicamenti biologici?

Prima di iniziare una terapia con medicamenti biologici, il medico effettua una visita approfondita con anamnesi ed esami del sangue e delle feci. Devono essere escluse gravi infezioni attive come la tubercolosi (TBC), che devono eventualmente essere trattate in precedenza.

Informa inoltre il tuo medico dello stato attuale delle tue vaccinazioni e dei viaggi che hai programmato. Dopo l'inizio della terapia non deve essere effettuata alcuna vaccinazione con vaccini vivi. Se sei una donna in età fertile, durante la terapia con medicamenti biologici devi usare idonei anticoncezionali. Se desideri un bambino parlane tempestivamente con il medico, possibilmente all'inizio della terapia.

Quali effetti collaterali possono manifestarsi con i medicamenti biologici?

In associazione alla terapia con medicamenti biologici devi effettuare ogni due mesi regolari visite di controllo dal medico per monitorare l'efficacia della terapia e il tuo benessere. In queste visite dovresti discutere con il medico di qualsiasi aspetto relativo alla terapia, ad es. se hai in programma un intervento chirurgico od odontoiatrico.

Come tutti i medicamenti, anche i medicamenti biologici possono causare effetti collaterali, che non si verificano però in tutti i pazienti. Tuttavia, è importante avere informazioni su di essi per poter reagire correttamente nel caso si verifichino. Il tuo medico curante ti fornirà tutte le informazioni.
Effetti collaterali più comuni dei medicamenti biologici: problemi alle vie respiratorie (come ad es. infezioni dei seni paranasali e infiammazioni alla gola), cefalea, eruzione cutanea, tosse e dolore addominale.

Altri effetti collaterali frequenti sono capogiri, nausea, disturbi di digestione, diarrea, febbre, arrossamento cutaneo, debolezza o sensazione di stanchezza. Se hai la sensazione di soffrire di un effetto collaterale, dovresti rivolgerti al tuo medico. Dovresti evitare il più possibile il contatto con persone affette da raffreddamento, influenza o altre malattie infettive, in quanto il rischio di infezione è maggiore quando si assumono medicamenti biologici.

Che cosa sono i medicamenti biosimilari?

I biosimilari sono medicamenti che presentano una grande analogia (similarity) con un medicamento biologico già omologato, il prodotto di riferimento. I medicamenti biosimilari sono commercializzati dopo la scadenza del brevetto del rispettivo prodotto di riferimento e si caratterizzano per un prezzo più conveniente, analogamente ai generici dei medicamenti tradizionali. Come per tutti i medicamenti, il prezzo per i biosimilari in Svizzera viene fissato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

A differenza dei generici, i biosimilari sono tuttavia preparati di imitazione di proteine complesse. Non solo il processo di produzione biotecnologico dei prodotti di riferimento è molto complesso, ma ogni molecola stessa. Pertanto, i biosimilari non possono essere perfettamente identici ai propri modelli, ma sono tuttavia molto simili ai rispettivi medicamenti biologici. L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic ha emesso speciali direttive per l'omologazione dei biosimilari, che si differenziano dall'omologazione dei generici.

Molti antagonisti del TNF sono già in uso da decenni. Per alcuni di essi la tutela del brevetto è scaduta e quindi può essere considerata l'introduzione di medicamenti di imitazione quali i biosimilari. Per i pazienti affetti da MICI, nuovi medicamenti con meccanismo di efficacia analogo significano una ulteriore opzione: se il biologico precedente non ha funzionato o lo ha fatto in modo insufficiente, ora accanto ad altri medicamenti biologici sono a disposizione come alternativa terapeutica anche i biosimilari.

La scelta individuale del medicamento biologico o biosimilare più adatto spetta al medico in accordo con il paziente. Nella scelta giocano un ruolo importante molti fattori di rischio specifici per ogni paziente. Senza motivi stringenti, una terapia biologica con un buon decorso non deve essere cambiata. I motivi legati ai costi sono subordinati al benessere del paziente.

In Svizzera sono attualmente omologati due preparati ad imitazione di infliximab), che come il preparato originale devono essere somministrati per via endovenosa. In base alle esperienze effettuate finora, il profilo di efficacia e sicurezza di questo biosimilare è analogo al prodotto di riferimento infliximab.

Perché è utile l'impiego tempestivo di medicamenti?

  • rapida mitigazione dei disturbi nella riacutizzazione;
  • si evitano infezioni;
  • mantenimento il più a lungo possibile delle fasi senza disturbi (remissioni);
  • si evitano complicazioni causate da danni all'intestino (come ad es. aderenze, stenosi, ascessi, fistole) che con l'avanzare del decorso potrebbero richiedere un intervento con asportazione di parti dell'intestino;
  • riduzione del rischio di cancro grazie alla limitazione dell'infiammazione.

Perché è importante l'impiego di medicamenti anche durante la fase di remissione?

Da un lato la terapia delle MICI è dimostra essere promettente in misura della precocità del trattamento delle riacutizzazioni da parte del medico. Dall'altro lato, con un uso continuativo dei medicamenti puoi contribuire attivamente alla terapia di mantenimento nel periodo senza disturbi, in modo da evitare efficacemente una nuova riacutizzazione.

Motivi dell'andamento cronico della malattia nelle MICI sono:

  • la malattia di Crohn e la colite ulcerosa devono spesso essere trattate permanentemente, anche quando non si manifestano disturbi.
  • anche nelle fasi di remissione le visite mediche sono importanti, ad es. per intercettare tempestivamente i segnali di una nuova riacutizzazione o per evitare la progressione della malattia.

Come vengono somministrati i medicamenti?

Il tipo di somministrazione del medicamento dipende da un lato dal tipo di medicamento e dall'altro da quali parti del tratto gastrointestinale sono colpite dalla malattia. La corretta somministrazione (applicazione) di un medicamento è una premessa importante affinché possa sviluppare la sua migliore efficacia.

Molti dei medicamenti per le MICI sono da assumere per bocca (orali), quindi sono disponibili di norma come compresse. Un'altra possibilità, a volte più vantaggiosa, è l'applicazione diretta sulle parti del corpo malate (topica). Altri importanti medicamenti vengono somministrati tramite infusione in vena (via endovenosa) o con iniezione sotto la cute (via sottocutanea).

Medicamenti per via orale

Tutti conoscono l'applicazione per via orale: compresse, capsule o granulato vengono assunti per bocca e deglutiti. I preparati sono rivestiti da uno strato protettivo per evitare che si sciolgano già in bocca. Per questo motivo dovresti ingerire questi medicamenti per intero, senza masticarli o sminuzzarli.

Medicamenti topici

A questa categoria appartengono le supposte, i clisteri o enemi. Con questi prodotti il principio attivo è applicato direttamente alla zona colpita e cioè al retto. Gli enemi sono preparati con schiuma liquida che devono essere introdotti nell'ano tramite un applicatore. Potrebbe inizialmente sembrarti strano, ma si tratta puramente di abitudine.

Un vantaggio: poiché il raggio di azione dei medicamenti topici è quasi esclusivamente limitato al luogo di applicazione, ciò vale anche per i possibili effetti collaterali. Quindi, l'applicazione locale ripetuta di schiuma cortisonica nelle fasi di riacutizzazione è molto meno problematica rispetto all'ingestione prolungata di compresse a base di cortisone.

Medicamenti per iniezione o infusione

Alcuni medicamenti, come i moderni medicamenti biologici, possono essere somministrati solo per iniezione sotto la cute (sottocutanea) e/o nel muscolo (intramuscolare) oppure per infusione in vena (endovenosa). Con l'infusione il medicamento entra subito nella circolazione sanguigna e raggiunge per la via più rapida la/le zone in cui è richiesta la sua efficacia.

Suggerimento glossario: Che cosa sono i medicamenti biologici? Che cosa significa “remissione clinica”? Che cosa si intende con “applicazione”? Qui vengono spiegate le espressioni mediche specialistiche più importanti relative alla malattia di Crohn e alla colite ulcerosa.

Behandlungsmöglichkeiten auf einen Blick
Ihre Therapieoptionen besprechen Sie am besten mit Ihrem behandelnden Arzt.
Herkömmliche Therapie
Wirkstoffgruppe Wirkungsweise
Aminosalizylate Bei leichteren Schüben und in der beschwerdefreien Zeit verordnen die Ärzte Ihnen meist 5-ASA-Präparate. Diese Wirkstoffe ähneln der Acetylsalizylsäure (ASS). Sie verhindern, dass Ihr Körper weiter entzündungsfördernde Botenstoffe produziert.*
Cortisonpräparate (Corticosteroide) Während eines Schubes können Ihnen Corticosteroide (Cortison) helfen. Sie verhindern, dass unter anderem Ihre Immunzellen weiterhin entzündungsfördernde Botenstoffe produzieren. Die Wirkung von Cortison zeigt sich schnell. Doch die Ärzte werden Ihnen Cortison nicht dauerhaft verschreiben.*
Immunsuppressive Therapie
Immunsuppressiva unterdrücken die körperliche Abwehr, entweder im ganzen Körper oder nur lokal. Sie reduzieren somit auch die Entzündungsherde im Darm.
Wirkstoffgruppe Wirkungsweise
Thiopurine Thiopurine hemmen die Vermehrung und dadurch die Differenzierung bestimmter Immunzellen und unter­drücken so die chronische Entzündung. Da die Wirkung langsam eintritt, müssen sie zunächst einige Wochen lang eingenommen werden. Sie werden bei mittelschweren und schweren Verläufen eingesetzt.*
Biologika Integrin-Hemmer Integrin-Hemmer können spezifisch im Darm wirken. Der Wirkstoff blockiert ein Eiweiß auf bestimmten Abwehrzellen im Blut. So können bestimmte Entzündungszellen nicht mehr aus der Blutbahn in das Darmgewebe vordringen. Integrin-Hemmer wirken Entzündungen entgegen. Integrinhemmer kommen bei mittelschweren bis schweren Verläufen zum Einsatz.*
Interleukin-Blocker Interleukin-Blocker hemmen ganz bestimmte Entzündungsbotenstoffe, die im Körper über mehrere Pfade an der Ausbreitung der Entzündung beteiligt sind. Interleukin-Blocker zielen auf eine Verminderung der Entzündung im Körper und sind für den Einsatz bei mittelschwerem bis schwerem Morbus Crohn bei Erwachsenen zugelassen.
TNF-alpha-Antagonisten TNF-alpha-Antagonisten binden und neutralisieren den Botenstoff Tumornekrosefaktor-alpha, der häufig bei chronisch-entzündlichen Erkrankungen erhöht ist und entzündungsfördernd wirkt. Wird er gehemmt, wird das Immunsystem im ganzen Körper gedämpft und Entzündungen gehen zurück. TNF-alpha-Antagonisten kommen bei mittelschweren bis schweren Verläufen zum Einsatz.*

*I medicamenti possono provocare diversi effetti collaterali e devono essere assunti in stretta intesa con il medico.